Liegi
La Liegi in cui Simenon nacque il 13 febbraio 1903 e dove visse fino al 1922 – quando si trasferì a Parigi – non è diversa da quella descritta in due delle prime «inchieste di Maigret», entrambe apparse nel 1931: L’impiccato di Saint-Pholien e La ballerina del Gai-Moulin. La città è divisa in due dalla Mosa: sulla riva sinistra, l’Oltremosa, il quartiere popolare, quello degli artigiani una zona a sé dalle vie tranquille e poco affollate. Sulla riva destra, il Carré, il centro, i quartieri ricchi e brulicanti di vita «in cui si trovano i negozi di lusso, le grandi birrerie, i cinema e le sale da ballo» (L’impiccato...). È il luogo dove tutti si incontrano: «famiglie, ragazze che si tengono a braccetto, bande di giovani che squadrano ogni donna che passa, e qualche elegantone che cammina lentamente, impettito come fosse vestito d’oro» (La ballerina...). Le luci però sbiadiscono non appena ci si addentra in quel «reticolo di viuzze racchiuso nel centro di Liegi come un’isola di lebbrosi»: qui si aprono le porte fumose di bar e bistrot malfamati, e dei «locali notturni più o meno equivoci come il Gai-Moulin» (La ballerina...).
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