Catalogo Maigret e il cinema Le inchieste Quiz Tabac des voges Link


Home

  [Anni 30]  [Anni 40]  [Anni 50]  [Anni 60]  
L'incontro con il cinema: gli anni Trenta










Nel complesso, queste prime esperienze cinematografiche suscitarono in Simenon amarezza e risentimento. Lo si ricava da questa irrevocabile sentenza del 1936, che coinvolge anche La nuit du carrefour: «Hanno tratto dei film da tre miei romanzi, e non credo di essere ingiusto se dico che sono tre pessimi film… Guardi, quando vorrò davvero fare del cinema, ma farlo sul serio, la sceneggiatura me la scriverò io … E quando l'avrò scritta, che nessuno si azzardi a metterci mano per "adattarla" a modo suo. Sarà una mia creatura, e voglio che tutti la conoscano e giudichino esattamente per come l'ho concepita e realizzata». D'altro canto, non dobbiamo dimenticare che, come sottolinea Assouline, Simenon è un «creatore solitario», un «uomo abituato ad essere il centro del suo universo e il cuore del suo sistema produttivo», deciso a «realizzare i suoi film come fossero libri: al di là di qualsiasi norma, scuola, regola».

A lungo, Simenon non vorrà più saperne di adattare le sue storie per lo schermo. E in un romanzo del 1967 Le voleur de Maigret, si vendicherà dell'ambiente del cinema descrivendolo come corrotto e dominato dall'arrivismo.
Punto di vista, questo, inevitabilmente condiviso dalla sua stessa creatura, il commissario Maigret che, nelle sue Memorie, così commenta l'interpretazione che di lui è stata fornita sullo schermo:
«Con il primo Maigret del cinema la verosimiglianza era ancora abbastanza rispettata. Ero diventato un po' più alto, più slanciato. Il viso, naturalmente, era diverso, ma certi atteggiamenti erano così simili da farmi sospettare che l'attore mi avesse spiato di nascosto.
«Pochi mesi dopo ero rimpicciolito di venti centimetri e quel che avevo perso in altezza l'avevo acquistato in circonferenza; sotto le sembianze di Abel Tarride ero diventato obeso e bonaccione, e così gommoso da somigliare a un animaletto gonfiabile che sta per volare verso il soffitto. Per non parlare delle strizzatine d'occhio con cui sottolineavo le mie trovate e il mio acume!

«Non riuscii a resistere fino alla fine del film, ma le mie tribolazioni non si erano affatto concluse.
«Harry Baur era di sicuro un grande attore, ma all'epoca aveva una buona ventina d'anni più di me, e una faccia molle e tragica allo stesso tempo.
«Lasciamo perdere!
«Dopo essere invecchiato di vent'anni, mi ritrovai, in capo a qualche anno, ringiovanito di quasi altrettanti con un certo Albert Préjean, a cui non posso rimproverare nulla - non più che agli altri -, ma che somiglia molto di più a certi giovani ispettori di oggi che a quelli della mia generazione.
«Per finire, di recente mi hanno fatto di nuovo ingrassare, quasi al punto da scoppiare, e contemporaneamente, con la faccia di Charles Laughton, mi hanno fatto parlare inglese come se fosse la mia lingua madre.
«Di tutti questi, soltanto uno si è tolto lo sfizio di barare con Simenon e ha giudicato la mia verità migliore della sua.
«Si tratta di Pierre Renoir, che non si è calcato sulla testa una bombetta, ma ha sfoggiato un comune cappello floscio e abiti come quelli di un qualsiasi funzionario, che appartenga o meno alla polizia».


   

Vai alla home di Adelphi

 

Scrivi a Maigret